BANDE MUSICALI:
San Pietro vanta, da oltre un secolo, una notevole tradizione bandistica e musicale in genere. Il primo documento risale al 1887, quando il maestro elementare, Salvatore Spina, ricevette un modesto compenso comunale per aver fondato una banda musicale. L'attività bandistica dello Spina durò per circa sessant'anni durante i quali molti giovani appresero l'arte della musica e impararono a suonare uno strumento.
Avere un figlio che suonava nella banda è stato sempre un motivo di orgoglio per ogni genitore, e la prima uscita veniva festeggiata con offerta di liquori e dolci, a vicini di casa, conoscenti e amici.
Nel 1904, sostenuta dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, sorse la Banda musicale del maestro Pasquale D'Elia, in contrapposizione a quella già esistente del maestro Spina e sponsorizzata dalla Lega del Lavoro.
Nel 1907, a San Benedetto, sorse un'altra banda diretta da Giuseppe Caputo. In questo periodo, dunque, nel comune erano attive tre bande musicali.
Nel 1924 su iniziativa di Salvatore Patitucci ed altri, fu chiamato il maestro Giovanni Neglia di Celico per eseguire due concertazioni didattiche settimanali e nel 1937 la direzione fu affidata al maestro Perseo Flagelli, al quale subentrò dopo sei anni, il maestro Aulicino.
Da sempre, a San Pietro le vicende socio-culturali, l'appartenenza politica e le rivalità personali sono sfociate in antagonismi culturali, espresse nelle bande musicali, nel calcio e nel lavoro.
Nel 1937, lo stesso Consiglio comunale dovette prendere atto di questa situazione e fu indotto a dividere il contributo fra la banda del maestro Spina e quella del Patitucci.
Anche negli anni '70 erano attive due bande, la "Giuseppe Verdi" diretta da Luigi Urso e la "Giacomo Puccini" diretta dal Professore Renato Sicilia che per la prima volta diede al complesso bandistico un'impronta professionalmente qualificata. La banda fu attiva per oltre un decennio, si dotò di un'ottima organizzazione e riuscì a raggiungere elevati livelli qualitativi, esprimendosi con un vasto repertorio classico oltre che sinfonico.
In seguito allo scioglimento della "Puccini" l'attività bandistica continuò a San Benedetto, coordinata da Andrea Caputo.
Nel 1990 sotto la presidenza di Emilio Vigna, venne costituito il Circolo Musicale "Maurizio Quintieri" che assorbì la banda con il nome di "Città di San Pietro in Guarano" diretta dal maestro Igino Vigna.
Nel corso degli anni, molti giovani si sono avvicinati alla musica e negli ultimi due decenni in particolare, anche molte ragazze hanno imparato a suonare uno strumento musicale.
L'attività bandistica, pertanto, ha avuto sempre il grande merito di avvicinare, gratuitamente, molti giovani sampietresi alla musica; costituire e consolidare una tradizione musicale che si è espressa molto spesso anche al di fuori degli stessi ambiti bandistici.
LA MUSICA LEGGERA - IL FESTIVAL - LA FESTA DELL'EMIGRANTE
L'AGOSTO SAMPIETRESE - I GRUPPI E I COMPLESSI MUSICALI :
Liscio Fantasy
A San Pietro gruppi di amici, appassionati di musica, spesso si sono riuniti per formare orchestrine. Si esibivano per lo più in feste matrimoniali che, dal dopo guerra fino agli anni '60, costituivano quasi le uniche occasioni di feste danzanti per i giovani.
Un'altra attività musicale del passato era costituita dalle serenate portate alle ragazze del paese e delle contrade, da pretendenti e innamorati.
L'ascolto della radio, la potenzialità musicale e la voglia di emulare i grandi artisti, alla fine degli anni '50 portò un gruppo di giovani, coordinati dal parroco Loria, ad organizzare un Festival di canzoni inedite. Fu l'occasione per riunire tutte le potenzialità del paese: autori, cantanti, orchestrali, scenografi e registi locali dilettanti, scesero in campo ed attuarono una complessa organizzazione per realizzare la manifestazione canora. Il festival, presentato da Luigi Martire e Chiarina Caputo, si svolse in tre serate, dal 9 all'11 luglio del 1959, nel cinema "don Bosco" ed ebbe una rilevante eco provinciale.
Negli anni successivi si tennero altre due manifestazioni del festival all'esterno, nell'anfiteatro naturale del sagrato della Chiesa, opportunamente recintato.
Nell'edizione nel '61 fu diviso in due sezioni, una riservata ai sampietresi e l'altra ad autori esterni. Nel '62 scomparve l'animatore principale, il parroco don Salvatore Loria, e le manifestazioni estive furono riprese il '64 dal parroco don Antonio Sicilia sotto il nome di "Agosto Sampietrese".
L'edizione del '67 ospitò un'edizione di festival di canzoni nazionali edite dove cantanti e artisti sampietresi, ebbero la possibilità di esprimersi al meglio.
In tali manifestazioni, si affermarono alcuni attori comici locali che diedero vita ad un irresistibile gruppo che emulava il noto complesso dei "Brutos". La formazione continuò ad esibirsi con successo per molte stagioni.
Nel '68 ritornò il festival con testi e musiche originali. Si fermò poi per altri sei anni durante i quali, d'estate, l'Amministrazione comunale patrocinò "La festa dell'Emigrante" caratterizzata da giochi popolari tradizionali, gare rionali, cabaret, gincane di biciclette, moto ed auto, esibizioni di bande, serate teatrali e seguitissime gare di ballo liscio.
Proprio da queste manifestazione si ravvivò un interesse verso il ballo; alcuni sampietresi, conseguirono il diploma di maestri e impiantarono alcune scuole che, qualificatesi professionalmente nel tempo, ancora oggi sono molto frequentate ed apprezzate.
Nel 1981, per iniziativa della Pro-Loco la manifestazione del festival fu ripresa con presentazioni di motivi inediti, presentata da Giampiero De Maria della RAI, coadiuvato da Antonella Sola.
L'edizione del 1982, fu presentata da Alberto Anelli che per alcune stagioni aveva portato in tournee, per tutta l'Italia, il complesso musicale sampietrese dei "Menabò" capitanato dall'intramontabile Francesco Belsito.
Caratteristica principale fu l'uso delle nuove tecnologie: le canzoni furono eseguite su basi musicali preregistrate, tecnica che fu adottata anche negli anni successivi. Una serata venne dedicata ad un concerto di Gino Paoli.
In queste due edizioni di festival, si portò all'attenzione del pubblico il "Gruppo Causa", una originale formazione strumentale ispirata dalla scuola dei cantautori genovesi.
A tali manifestazioni erano presenti alcuni produttori di case discografiche nazionali. Fu anche prodotto un LP dalla JEB Records di Savona contenete una selezione dei brani più significativi.
L'anno seguente, nel 1983, animatore Stefano Principe, il festival raggiunse un apice con eco nazionale: fu presentato da Daniele Piombi ed Anna Pettinelli ed ebbe come ospite d'onore Bruno Lauzi.
Nel 1985 ritornò a presentare il festival Anna Pettinelli insieme a Micheloni, con Zucchero come ospite d'onore.
Le ultime edizioni si ebbero negli anni successivi, nel 1986 con la partecipazione di Eleonora Vallone e nel 1987 con Sammy Bardot e Amedeo Minghi.
I festival, seppure negli ultimi tempi si stavano proiettando verso una dimensione più moderna e nazionale, avevano cambiato vocazione, all'orgoglio di ospitare personaggi televisivi noti al grande pubblico, si contrapponeva una scarsa partecipazione volontaria di coinvolgimento artistico-creativo dei sampietresi. Richiedeva inoltre l'impegno di risorse economiche non più sostenibili e fu pertanto abbandonato.
Le manifestazioni estive continuarono con encomiabili iniziative a carattere artistico e sportivo: mantennero il nome di "Festa dell'Emigrato" fino al 1985, si chiamarono poi "Estate sampietrese" e quindi "Sampietroestate".
Nel contesto di tali manifestazioni fu eseguita una ricerca volta al recupero dei brani dei primi festival, dei quali per mancanza di idonei mezzi di registrazione, si era persa ogni traccia.
Una qualificata e lodevole iniziativa si ebbe negli anni 1997 e 1998, quando un compendio di tradizioni sampietresi furono rievocate con ottime rappresentazioni televisive durante la partecipazione di sampietresi alle trasmissioni "Il martedì di Rete Alfa": San Pietro giunse secondo all'edizione del 1997 e primo in quella del 1998, con la direzione e il coordinamento artistico di Franco Sicilia. La partecipazione fu sponsorizzata dall'Amministrazione Comunale.
Un discorso a parte meritano le manifestazioni che da tante stagioni si svolgono d'estate a Redipiano: "Pazzi giochi in piazza": tipici giochi della tradizione sampietrese e originali rappresentazioni teatrali con testi in dialetto di Pietro Turano, interpretate in maniera autentica da attori dilettanti locali.
Attualmente sta ottenendo ottimi successi, a ritmo di motivi latino-americano, liscio e balli di gruppo, un affermato complesso sampietrese: "Liscio Fantasy".
I TAMMURRI:
Una tradizione ancora viva, seppure ridotta rispetto al passato, è costituita dai "Tammùrri".
Tre o quattro "Tammurràri" girano per le vie del paese suonando ritmi caratteristici per annunciare una festa religiosa.
Essenzialmente "I tammurri" sono costituiti da uno o due tamburi che con le loro percussioni rimarcano il motivo principale, da un altro che esegue un semplice rullìo di fondo e da un tamburo grande (grancàscia) che, suonato da una parte con una mazza e dall'altra con una frusta, scandisce il ritmo del pezzo in esecuzione.
Se suonati al pomeriggio annunciano l'inizio di una novena in onore di qualche Santo. Così avviene in occasione delle feste di S. Pietro, Santa Maria in Gerusalemme, il Sacro Cuore e S. Rocco.
Spesso, in mancanza della banda musicale, i Tammùrri precedono le processioni, accompagnati da una festosa frotta di bambini che saltano al ritmo delle tammurriàte.
'U DIRROCCU:
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