Don Pietro Napoli
Parroco a San Pietro in Guarano dal 1922 al 1938

Don Pietro NapoliDon Pietro Napoli Don Pietro Napoli nacque a san Pietro in Guarano l'8 febbraio del 1876 da Raffaele e Rosa Leonetti. - Studiò presso il seminario di Cosenza e il 18 dicembre del 1899, nel tempo dell'Avvento del Signore, fu consacrato sacerdote. II 1° gennaio del 1900, primo giorno del XX secolo, celebrò la sua prima messa solenne, nel paese natìo. - Successore di Don Francesco Pizzuti, fu nominato parroco di Santa Maria in Gerusalemme nel 1922. Da subito s'impegnò nell'opera di completamento della chiesa riuscendo a saldare i debiti pregressi con rimesse in denaro degli emigrati sampietresi dagli Stati Uniti, donazioni di fedeli, e con ogni sua risorsa, circostanza, quest'ultima, che rimase segreta fino alla sua morte. - Si occupò personalmente delle decorazioni interne della chiesa, dipingendo le sette grandi tele sovrastanti i finestroni laterali, le altre tre di dimensioni minori sul lato sinistro, e gli angeli musicanti sul frontale del grande arco all'inizio del presbiterio, coadiuvato dai nipoti Pietro e Angiolino (futuro medico "Don Angiulinu"), nella preparazione di bozzetti e delle lastre fotografiche.
barattolo erbe          Gli interessi di Don Pietro spaziavano dalla pittura alla fotografia e all'erboristeria, arti in cui si distinse con particolare maestria e perizia. Era anche un ottimo grafologo. - Molte lastre fotografiche di paesaggi e personaggi da lui ritratti sono andate purtroppo distrutte durante due successive ristrutturazioni della sua casa in Via Napoli. In erboristeria si distinse sia per cure efficaci che egli stesso preparava, e sia per i "Venti rimedi vegetali dell'Abate Haron" che egli stesso comprava per curare gratuitamente chiunque a lui ricorresse. La sua fama di erborista valicò i confini paesani se, come narra la nipote Anna Cozza, una donna di Rose a lui ricorsa per esser curata di gozzo, tornò per ringraziarlo, circa un mese dopo, senza alcun segno evidente della malformazione. Un'altra donna di San Pietro, sua vicina di casa, colpita da emorragia, fu subito curata con semplici abluzioni di acqua fresca in alcune parti del corpo. - La nipote ricorda anche un rimedio per le convulsioni, denominato "disintossico", preparato con una polverina che lo zio somministrava avvolta in un'ostia non consacrata. - Ma il suo capolavoro fu la cura delle anime: molti ricordano ancora quanto era delicato nelle confessioni con le quali riusciva a rasserenare i fedeli dalle ansie che essi gli manifestavano.
          Nel 1903 istituì il Terz'Ordine Francescano e fra i tanti sampietresi che vi aderirono vi fu il dott. Ferdinando Intrieri, che dell'Ordine fu anche ministro e molte lavoranti della filanda, per le quali Don Pietro celebrava messa alle cinque del mattino, perché avessero agio di adempiere ai propri doveri religiosi.
monache di casaPer il Sacro Cuore di Gesù fondò la "Guardia d'onore" allo scopo di riunire i fedeli intorno all'eucaristia ogni primo venerdì del mese e impegnarli un'ora al giorno, senza cambiare le proprie abitudini, a dedicare ogni pensiero a Gesù. - In seguito istituì "l'Opera del Divino Amore" per consentire alle giovani che non potevano andare in un monastero, di soddisfare la vocazione in casa, con la conduzione di un'autentica vita religiosa e con l'osservanza di un'adeguata regola spirituale. - Nel 1909 scrisse il libro "Spigolature ascetiche" ricco di consigli e riflessioni per condurre serenamente e con rettitudine una vita cristiana, senza alcuna forzatura. - Fondò la Biblioteca Parrocchiale del Sacro Cuore, dotandola di molti e importanti volumi. - Durante la 1^ guerra mondiale resse anche la chiesa di Altavilla senza mai trascurare, fra tutti i suoi impegni pastorali, la visita degli ammalati, in qualunque stagione e in ogni contrada del Comune.
Diede sempre molta importanza alla catechesi che spesso curava personalmente. Istituì l'Azione Cattolica che unitamente alle altre organizzazioni create formò cristianamente molte generazioni di giovani.
Era un predicatore molto apprezzato e riusciva a coinvolgere emotivamente i fedeli animando spesso, le funzioni in chiave educativa. - Una tale religiosità determinò le vocazioni di molti giovani, che furono poi ottimi sacerdoti.
Don Pietro ha fatto onore al sacerdozio cattolico; scrisse, in un suo libretto di appunti spirituali: "Siate santi dell'ora che vivete" cioè non rimandate la santità a domani. Ed egli prima di dettare questo pensiero, lo visse e fu santo fino all'ultima sua ora. Nei giorni della sua agonia, tutto il paese partecipò al suo dolore. Furono giorni di preghiere, ansie e speranze. Abbracciando la Croce, morì alla terra, per rinascere in cielo il 22 ottobre del 1938.
(Biografia coordinata da Igino Iuliano e tratta dalla commemorazione scritta da Don Antonio Sicilia, nel trigesimo della morte; dal testo "La vita religiosa a San Pietro in Guarano" di Luigi Intrieri e da una testimonianza diretta della nipote Anna Cozza che con lui visse fin da bambina).



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