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Clemente mazza - nudo
CLEMENTE MAZZA
Clemente mazza - sanguigna

Autoritratto  Nato a San Pietro in Guarano (CS), vive dal 1971 a Vimercate (MI) Ha esposto i suoi dipinti in tutto il mondo e ha donato molte sue opere alla chiesa di San Pietro Apostolo del suo paese natìo per la creazione di un museo di arte sacra.
Clemente Mazza è un figlio di Calabria, nato il 1946 nel cuore del centro storico di San Pietro in Guarano, in provincia di Cosenza.
          Fiero delle sue origini, che richiama sempre nei dialoghi e nelle interviste, nel 1971 si trasferisce a Vimercate, in provincia di Milano. Partendo per il Nord, carico di speranze e di progetti, porta con se l'amore per il suo paese, il temperamento delle sue genti e la sua innata passione per la pittura che il suo amico e maestro Giuliano Sicilia gli aveva fatto scoprire fin da ragazzo.
          Clemente fin d'allora sente che tale forma espressiva era per lui un'esigenza per comunicare: non semplici forme esteriori ma anche e soprattutto emozioni intime: sentimenti non sempre esprimibili per altre vie.
          Frequenta allora il Liceo Artistico e poi l'Accademia delle Belle Arti di Brera, a Milano, dove affina la sua tecnica espressiva con particolare predilezione per l'arte fiamminga, della quale diviene abilissimo interprete e creatore stimatissimo.
          L'artista personalizza le sue rappresentazioni con l'espressività tridimensionale e l'originalità di un'armonia cromatica che incanta l'osservatore; frutto di una ricerca individuale, caratterizzata dall'accurata preparazione dei colori che, con rigore esegue sempre personalmente, così come facevano i maestri di un tempo nelle antiche Botteghe d'Arte: ed ecco che terricci, albume d'uovo, pigmenti naturali ed altri elementi, di cui l'artista ama custodire il segreto, danno vita ai colori che, invecchiando naturalmente, esaltano la sua Arte.
          Le sue creazioni, già avvincenti appena compiute, acquisiscono, negli anni, una vitalità sorprendente e straordinaria che sembra adeguarsi al decorrere del tempo stesso.
          Nelle opere di Clemente Mazza affiora chiara ed evidente la conoscenza interiore delle sue rappresentazioni, così che in ogni ritratto di persone a lui note, affiorano carattere, indole, sofferenze e felicità, perché l'autore ferma il tempo delle conoscenze e dei ricordi, ma non lo congela, anzi lo traspone in una realtà dinamica e coinvolgente, esaltata dalla tridimensionalità che inverte i ruoli fra opera e osservatore: la prima sembra scrutare, seguire nei suoi movimenti il secondo!
"Se dipingo un portone penso alla vita che c'è oltre, alle persone che animano gli ambienti. Non lo vedo perciò come uno sbarramento verso l'esterno, ma come un'apertura per vedere oltre il muro, per penetrare il significato intimo di ogni apparenza. Questi pensieri dominano la mia mente, mentre la mia mano opera sulla tela come un semplice strumento di dialogo": questa è l'essenza di un'amichevole confidenza che Clemente, tornato nel suo vecchio borgo, ha voluto fare ai suoi amici di un tempo.
          La sua produzione artistica, sempre improntata alla comunicazione di emozioni e sentimenti, si concentra sulla pittura, ma si esprime, anche attraverso sculture cariche di un forte significato sociale. In esse il Mazza affida spesso all'efficace linguaggio espressivo delle mani la relazione da stabilire con l'osservatore: fra tutte ricordiamo "Presagi della memoria - invocazioni", raffigurante tre mani protese verso il cielo e disposte intorno ad un globo terrestre, a sua volta dominato da un crocefisso cadente.
          Con tale opera l'artista rappresenta un ricordo che si porta dalla fanciullezza: "Un ricordo che ricorre spesso nella mia memoria è quando la gente del mio paese andava scalza alle processioni. C'era chi si batteva il petto, con la speranza che finisse quella fame, quella disperazione, quell'angoscia dell'attesa per avere un po' di pace e serenità. - Io che sono un figlio di Calabria, dedico questa scultura alla mia gente, le cui invocazioni non sono state ascoltate. - Fame, disoccupazione e disperazione c'erano allora e ci sono ancora oggi. In ogni nazione c'è un Nord e un Sud e purtroppo il Sud siamo noi!"
          La produzione pittorica spazia in un ambito più vasto: dalla ritrattistica da posa e da foto alle nature morte di composizioni floreali e di scenari consueti di vita quotidiana, dallo stile sanguigno dei nudi femminili eseguiti su posa reale, alla riproduzione di quadri celebri e raffiguranti personaggi di un lunghissimo spazio temporale che va dal 1300 al 1700.
          Molti suoi dipinti fanno parte di collezioni private in Italia e all'estero e molti altri ancora sono esposti permanentemente in Inghilterra (Londra - London Gallery in Second Street), Stati Uniti (New York), Francia (Parigi - Galleria S. Dali), Spagna (Bilbao), Germania (Baden Baden); Russia (Galleria Lenin di Mosca); Cuba; Austria; Svizzera; Cina; Grecia; Giappone e USA.
          In questi paesi e in molte città italiane come Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Gubbio, Roma, Napoli, Palermo e Biennale di Venezia 2004, Clemente ha allestito le sue mostre personali di pittura e scultura, riscuotendo ovunque successi ed ambiti riconoscimenti.
          L'artista ha donato molte sue opere al costituendo Museo di arte sacra che sarà ubicato nella chiesa di San Pietro Apostolo di San Pietro in Guarano..
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