GIUSEPPE CARRIERI (avvocato, pubblicista, poeta)

Giuseppe Carrieri     Giuseppe Francesco Maria Carrieri nacque a San Pietro in Guarano (CS), il 25 settembre 1886, da Giovanni (sindaco dell'epoca) e da Felicetta Perfetti.
     Fu avvocato ed esercitò l'attività forense, affermandosi come uno dei migliori civilisti del Foro cosentino. Fu anche Consigliere ed Assessore al Comune di Cosenza. Ebbe una personalità versatile e sensibile; svolse anche l'attività di pubblicista, ma la sua vera indole fu quella del poeta, caratterizzata da profonda umanità e improntata ai più nobili principi cristiani.
     Tutta la sua produzione poetica trae profonda essenza dall'impegno morale; i suoi versi, chiari e limpidi, mirano alla concisa concretezza dei concetti e delle immagini evocate.
     Fu fra i maggiori leader del movimento Futurista italiano fin dal suo sorgere, insieme a Marinetti, Buzzi, Covoni, e Palazzeschi. Faceva parte, cioè, di quei giovani intellettuali "scatenati", che guidati da Filippo Tommaso Marinetti, agli inizi del '900, agitarono le acque ristagnanti della letteratura italiana. Sono di questo periodo le raccolte di poesie "Tepori e fiamme" e "Fantasime (Teramo - 1909)" dalle quali traspare tutta la forza della sua ingegnosa creatività e la peculiare sensibilità d'artista, profondo e originale.
     Una delle poesie di queste raccolte la declamò al Teatro Lirico di Milano, in una di quelle storiche serate futuriste che dovevano essere celebrate con un intento letterario ma che poi finirono per trasformarsi in un coro politico per l'interventismo. Si era infatti alla vigilia del 1° conflitto mondiale e la gioventù italiana inneggiava al compimento dell'unità nazionale. In questo contesto politico-letterario, partecipò anche ad analoghe serate futuriste del Mercadante di Napoli. Dopo circa tre anni, però, sentendosi una "parola in libertà", come egli stesso ebbe a dire, abbandonò il Movimento e si rifugiò in un lungo silenzio letterario, durante il quale si dedicò prevalentemente all'attività forense, non trascurando quella di pubblicista.
     Ma, evidentemente, l'animo del poeta, in questo periodo, non si è sopito: ha certamente vissuto un travaglio interiore rivelatosi, poi, preludio di un nuovo e fervente periodo produttivo: nel 1950, infatti, riemerge dall'apparente inattività poetica e pubblica i "Sonetti del Rosario (Napoli - 1950)", liriche che manifestano una rinnovata ispirazione e una più delineata maturità dell'artista. Seguono "Le canzoni del novilunio (Napoli - 1951)", "Evanescenze (Napoli 1953)", e "Aria d'ottobre (Milano - 1957)", raccolte che confermano un sorprendente mutamento espressivo, caratterizzato da venature di sottile malinconia. Il Carrieri, divenuto più romantico, con evidenti echi crepuscolari, riconferma però, una fantasia estrosa e fervida, una singolare ricchezza di emozioni e sentimenti, portati alla luce con limpidi accenti di poeta essenzialmente classico. Fra le altre sue opere ricordiamo anche "Già il dominio dell'erta (Cosenza - 1966)" e "I giorni e le strade".
     Ebbe molti riconoscimenti letterari fra cui citiamo il premio "Matese", per il quale gli fu conferita la targa offerta dal Presidente del Consiglio del tempo, Alcide De Gasperi; il premio "Città di Cosenza" e, nel 1967, con voto unanime, gli fu assegnato il "Città di Palermo".
     La sua fama valicò i ristretti confini nazionali e le sue opere furono tradotte in diverse lingue europee. Nel 1963 il Sindacato degli Scrittori e dei Giornalisti di Parigi istituì un premio annuale di poesia a lui intitolato, da assegnare, ogni anno, al migliore componimento poetico sulle bellezze d'Italia.
     Dal 1964 al 1968 fu Presidente dell'antica e gloriosa Accademia Cosentina, alla cui carica fu eletto per acclamazione, fin'anche con il consenso fatto pervenire dagli assenti. In virtù di tale carica, nello stesso periodo fu anche, di diritto, Presidente della Biblioteca Civica di Cosenza. Durante la sua presidenza, le attività dell'Accademia ricevettero un rilevante e significativo impulso culturale e si distinsero per i numerosi e qualificati convegni a cui parteciparono insigni personalità della cultura.
     Morì a Cosenza, il 28/02/1968, all'età di quasi 82 anni.
     Dal 1978, la piazza principale di San Pietro in Guarano, suo paese natìo, in pieno centro storico, porta il suo nome.
     A margine ci duole annotare che il Premio di poesia "Giuseppe Carrieri", patrocinato dal Presidente della Repubblica e istituito per molti anni, da oltre un trentennio, e senza saperne ragione, non viene più tenuto.
     Non si capisce neanche perché non si è dato seguito all'autorizzazione della Prefettura che, fin dall'ormai lontano 1992, con il parere favorevole della Delegazione di Storia Patria, autorizzò l'intestazione di una via o di una piazza di Cosenza all'illustre cittadino che onorò, con la sua vita e le sue opere, le tradizioni civili e culturali della città di Parisio, di Telesio, di Nicola Misasi e dei tanti altri insigni concittadini, che, per motivi di concisione, qui si tacciono ma non si dimenticano.



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