SANTA MARIA IN GERUSALEMME

Chiesa di S. Maria in GerusalemmeSede dell'omonima parrocchia, è un'imponente costruzione a navata unica che sovrasta il centro storico di San Pietro.
All'esterno è caratterizzata da tre ampie scalinate, di cui l'ultima semicircolare; da due balaustre, una orizzontale e l'altra risistemata a rampa di accesso; da un ampio portale e dal campanile, di recente costruzione.
Il primo progetto, elaborato dall'architetto Luigi Console nel 1891, fu modificato in corso d'opera, nel 1905 dall'architetto Pisanti, famoso per aver progettato il ripristino del Duomo di Cosenza e il rifacimento della facciata del Duomo di Napoli. Costruita su terreno offerto dai Collice, la posa ufficiale della prima pietra avvenne il 29 giugno 1892 dall'arcivescovo Camillo Sorgente, a costruzione già iniziata e mentre era parroco Don Francesco Pizzuti.
Ai lavori di edificazione parteciparono esperti maestri artigiani locali e contribuirono fattivamente molti fedeli, fra cui le donne del paese che, a sera, richiamate dal suono di una campanella, formavano una nobile e volontaria processione per trasportare pietre dalla vicina cava, oggi Via San Bruno - Rini e Via Silana.
Numerose e generose offerte in denaro, pervennero da molti sampietresi emigrati negli Stati Uniti d'America - Fu benedetta e aperta al culto nel 1902 dal parroco del tempo, Don Francesco Pizzuti, venne però consacrata solennemente il 7 luglio del 1935 dall'arcivescovo Nogara, mentre era parroco Don Pietro Napoli.
La casa canonica laterale è stata fatta edificare dal parroco Don Salvatore Loria, negli anni '50. L'interno, mirabile e maestoso è in stile neoclassico. Sono opera di artigiani locali i capitelli corinzi, i cassettoni in legno del soffitto ed il confessionale. I dipinti vicino il soffitto, eseguiti dal parroco Don Pietro Napoli, sono ottime riproduzioni di quadri celebri.
Altare MaggioreIl monumentale Altare Maggiore (1746/64) di marmo decorato in stile barocco, la balaustra (1764-72), il cancello di bronzo (1818-32) e l'organo, provengono dalla cattedrale di Cosenza e vennero ceduti, agli inizi del 1900, dall'arcivescovo Sorgente.
Pregevoli sono i finestroni a lastre mosaicate fatte installare dal parroco Don Antonio Sicila nel 1972, ad opera di artisti fiorentini.
Vi si mantengono conservati il Bambinello ligneo, parte della primitiva statua della Madonna, trovato miracolosamente intatto fra le ceneri dell'incendio che subì il paese, nel 1806, ad opera delle armate napoleoniche, un quadro di autore ignoto, raffigurante l'illustre sampietrese Eustachio Intrieri, vescovo di Nicotera dal 1738 al 1745 ed un quadro della Madonna del Rosario, nell'omonima cappella, opera dell'artista sampietrese Francesco Urso.
Una lapide posta accanto al Fonte Battesimale, dedicata al Parroco Don Salvatore Loria, ricorda anche tutti quei buon pastori di anime che furono i parroci del passato.
L'attuale parroco, Don Franco Cozza, ha avviato, nel 1983/84 una serie di restauri che hanno reso l'interno della chiesa più luminoso ed accogliente, con il rinnovo delle dipinture interne, eseguite dall'impresa Rodolfo Sicilia, con la costruzione di un pregevole trono statuario in legno intarsiato, dei nuovi banchi inginocchiatoi e del soffitto ligneo a cassettoni nella cappella della Madonna del Rosario, ad opera del maestro Aldo Rovense.
Dipinto su arcoNell'agosto del 2001, nell'arco a tutto sesto sovrastante il portale d'entrata, il giovane artista Salvatore Veltri, ha realizzato, con la tecnica della pittura murale a secco, un dipinto raffigurante S. Maria in Gerusalemme.
Nel 2006 è stato ultimato il restauro esterno che ha conferito alla chiesa un aspetto più gradevole e più imponente.
Il complesso oratorio, annesso alla chiesa, costituito dalla casa canonica da un lato e dal campetto polifunzionale dall'altro, è sede del fervente centro di Azione Cattolica.


CHIESA DI S. PIETRO APOSTOLO

Chiesa di S. Pietro ApostoloEdificata nella seconda metà del 1500 dai Collice, al cui palazzo era collegata da un cunicolo sotterraneo, venne aperta al culto nel 1605, anno che risulta tuttora leggibile sul portale laterale (detto porta fàvvuza, porta falsa).
La navata laterale sinistra è postuma e risale al 1750; il suo posto era prima occupato dal cimitero che continuava all'interno della navata unica, ove sotto il pavimento erano ubicate le tombe di alcune famiglie e, vicino all'altare, quelle dei sacerdoti.
Per quasi quattro secoli è stata dedicata a S. Maria in Gerusalemme e dal 1945, dopo dieci anni di chiusura, per il trasferimento della parrocchia nella chiesa nuova, è stata dedicata a S. Pietro Apostolo e destinata anche a sede dell'omonima Congrega. Nell'occasione vi furono trasportate, dalla vicina e primitiva chiesetta, alcune tele di Francesco Antonio Lupi che si unirono agli altri dipinti dello stesso autore che già si trovavano nella chiesa.
Nel 2001 l'artista Salvatore Veltri ha sistemato sul soffitto della cappella dell'Addolorata, un suo maestoso dipinto raffigurante "La Deposizione di Cristo".
Nel 2005 il patrimonio artistico della chiesa si è ulteriormente arricchito di molte opere a carattere religioso realizzate e donate da Clemente Mazza per la creazione di un museo di arte sacra. Alcune di tali opere sono in originale, altre rappresentano straordinarie copie di dipinti famosi di Leonardo, Raffaello, Botticelli, Antonello da Messina ecc.).
Al suo interno, vi sono due pregevoli altari lignei: il primo è dedicato a S. Anna, raffigurata da una statua in legno e, su entrambe le facciate delle basi che, dal piano dell'altare, sostengono due colonne a tortiglione, è riportato lo stemma dei Collice; il secondo altare è dedicato alle anime del Purgatorio, raffigurate in una tela del '700, attribuita al pittore rendese Cristoforo Santanna.
Madonna con BambinoAl centro del soffitto ligneo a cassettoni è ubicato un quadro di Madonna con Bambino di epoca e autore ignoti al cui interno sono ancora visibili alcuni fori provocati dagli spari dei soldati francesi di Napoleone, che nel 1806 incendiarono tutto l'abitato.
Nell'incendio andò bruciata la statua lignea della Madonna in Gerusalemme, il cui bambino, tenuto in braccio fu miracolosamente trovato intatto fra le ceneri. Tale bambinello, viene tuttora portato in processione ogni 8 di settembre, insieme alla nuova statua della Madonna, scolpita da autore ignoto che, si racconta, prese una giovane del paese come modella.
All'esterno è caratterizzata da un antico portale rivestito in lamiera chiodata contornato, all'esterno, con tufo scolpito a mano e sormontato da un finestrone dalle stesse pregevoli fattezze.
Il campanile con orologio ad ore rintoccanti, sulla sinistra della facciata, è stato costruito negli anni '60 del secolo scorso, in sostituzione di quello preesistente, demolito negli anni '20. Una breve scalinata adduce all'ingresso.
La chiesa, sede dell'omonima Congrega, sebbene sottoposta all'autorità ecclesiastica, è da sempre amministrata da un Priore laico, eletto periodicamente dai fratelli iscritti. Necessita di un restauro, sia per rinforzarne le strutture e sia per armonizzare lo stile estetico contrastante dell'intera facciata e del campanile.
Alcuni antichi stendardi, conservati in sacrestia rischiano il disfacimento: meriterebbero un'attenzione più sensibile ed un restauro urgente ed accurato.


SANTUARIO DI S. MARIA DELLA CONSOLAZIONE

(O MADONNA DELLA CINTURA)

Santuario di S. Maria della ConsolazioneLa chiesa risale al secolo XIV e fu probabilmente fondata dai monaci Agostiniani, devoti alla Beata Vergine della Consolazione, chiamata anche Madonna della Cintura.
All'esterno, quale resto di sede conventuale è ubicato un pozzo non più attivo.
In passato fu meta di pellegrinaggi, fino a quando nel XIX secolo, intorno ad essa fu costruito il cimitero.
Fu sede di molti eremiti, l'ultimo dei quali, fra' Michele è ricordato per le sue qualità profetiche.
La pianta della costruzione è a croce latina e si sviluppa su tre navate. La facciata di stile romanico, è affiancata dal campanile quadrangolare.
All'interno, la navata di destra conserva un crocefisso del XIV secolo e presenta una riproduzione della grotta di Lourdes (1926); in quella centrale si trova l'altare in stile barocco, restaurato nel 1948; nella navata di sinistra vi sono un dipinto su tela del Lupi (1875) ed un altro dipinto, di autore ignoto, sempre su tela, in cui sono chiaramente visibili due fori provocati dagli spari dei soldati napoleonici, nel 1806.
Tali opere necessitano di un delicato restauro.


CHIESA DI S. ANDREA

Chiesa di S. AndreaSede dell'omonima parrocchia, e ubicata nel centro storico di San Benedetto, fu costruita fra la fine del 1600 e l'inizio del 1700, dopo che quella preesistente fu letteralmente inghiottita da una voragine apertasi nel terreno a seguito del terremoto del 1683.
È una costruzione a navata unica con cappella e sagrestia laterali.
All'esterno è caratterizzata da una scalinata,alla cui sommità, negli anni ´80 sono stati sistemati due lampioni, e dal campanile.
L'interno, essenziale ed accogliente conserva alcuni dipinti del Lupi ed un pregevole e antico organo.
Nel 1983 il parroco Don Francesco Cozza (Don Ciccio) ha fatto rinnovare le dipinture interne ed esterne, i banchi inginocchiatoi, il vestibolo ed il portale.


Chiesa di Maria S.S. di Costantinopoli

Chiesa di Maria S.S. di CostantinopoliLa storia della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, ubicata nel centro di Redipiano, è strettamente legata alla vita di Frate Umile. La primitiva cappella, fu iniziata dopo il 1860, per iniziativa di Nicola Marsico, sollecitato da un fabbro maniscalco originario di Rende, devoto alla Madonna di Costantinopoli, noto come "Mastru 'Ntonu 13 grane".
Questi aveva bottega alla "ruga" Casalino di San Pietro in Guarano e nei suoi continui viaggi nella Pignula, per ferrare gli animali, era solito fermarsi, con il suo discepolo, per rifocillarsi e per recitare il Rosario, nel luogo ove prima era posta una Croce (come in tutti i crocevia), e dove adesso sorge la chiesa. In una di queste occasioni il tempo era nuvoloso, il maniscalco, sollecitato dal capofattore Nicola Marsico, a cercare riparo, ottenne da questi la promessa che in quel luogo avrebbe fatto costruire una "gghjesulìddra", una cappelletta.
Dipinto Frate UmileMarsico cominciò a raccogliere fondi presso i pastori del luogo, successivamente aiutato anche da suo nipote Antonio, il futuro Frate Umile. I fratelli Giovanni e Michele Bruno donarono il terreno e, negli anni che seguirono, i lavori iniziarono. La chiesetta, in poco più di un anno fu costruita con il lavoro volontario di molti fedeli. Nel 1873 fu benedetta e aperta al culto, ma si rivelò subito angusta.
Sul finire del secolo, Antonio Marsico progettando di ingrandirla, riuscì ad acquistare due terreni adiacenti e, per reperire i fondi necessari per l'ampliamento decise di allargare la sua questua a Cosenza e ai paesi vicini. Fu in quel periodo che indossò il saio, consigliato dal parroco Pizzuti, per essere rispettato e non schernito durante la questua.
Nella stessa cerimonia religiosa, prese il nome di Umile, a devozione del Beato Umile di Bisignano (ora Santo) e da quel momento dedicò tutta la sua vita alla questua per la sua chiesa e per il convento che negli anni '30 vi avrebbe annesso.
Intanto, intorno alla chiesa, sorsero altre abitazioni e successivamente, poco alla volta, lungo il percorso ferroviario, Redipiano assunse un aspetto urbanistico più concentrato.
La chiesa, ad unica navata, con cappella laterale, ha un altare centrale con una nicchia soprastante ove è sistemata la statua lignea della Madonna di Costantinopoli.
La statua risale al 1920/21 ed è opera di artigiani montaltesi; le relative processioni, per oltre un trentennio, si estesero fino a San Pietro. Di fronte al primo è posto un secondo altare di concezione moderna e post-conciliare. Ai lati della navata sono sistemate le statue di S. Francesco d'Assisi, dell'Addolorata, del Sacro Cuore di Gesù e di San Giuseppe con Gesù Bambino. Ai lati dell'entrata, la chiesa conserva due dipinti, uno del Tancredi (1948), raffigurante S. Antonio che ha una visione del Bambino Gesù e l'altro su tavola di autore ed epoca ignota rappresentante una deposizione di Cristo con la Vergine e i due Santi Francesco, di Assisi e di Paola.
I banchi con inginocchiatoio sono opera del maestro artigiano Aldo Rovense - Nella cappella laterale sinistra è posta la statua lignea di San Francesco di Paola che all'altezza del petto, appuntata sul saio, custodisce una reliquia del Santo.
Dipinto Frate UmileAlla parete laterale esterna è ubicata una finestra sulla cui vetrata è stato dipinto Frate Umile con S. Francesco di Paola ad opera di Stefano Principe - Sul lato destro dell'entrata è posto un fonte battesimale del 1831 che poggia su un leone stiloforo. Fu donato a Frate Umile dal parroco Don Pietro Napoli nel 1935, in occasione della costituzione, in Redipiano, della Parrocchia dello Spirito Santo.
Sulla sommità della facciata esterna, nella nicchia centrale è posta una statua della Madonna di Costantinopoli, opera del capomastro Antonio Veltri, che lavorò alla costruzione della chiesa. Fu dipinta da Francesco Urso.
Negli anni '80 la chiesa è stata restaurata con l'intervento delle Belle Arti.
Altri e più consistenti restauri, interni ed esterni, di cui l'ultimo nel 2006, sono stati voluti ed attuati dall'attuale parroco Don Franco Cozza.
La piazzetta antistante la chiesta è intestata alla memoria di Fra' Umile.


CHIESETTA DELLA MADONNINA DELLE GRAZIE

Chiesetta della Madonnina delle GrazieLa chiesetta, nella forma attuale fu costruita nel 1960 per iniziativa del Parroco del tempo, Don Salvatore Loria, coadiuvato dal geometra Aurelio Mastroianni, che ne eseguì il progetto, da Giuliano Sicilia e Agostino Intrieri.
La primitiva cappelletta esisteva già da un secolo prima, fatta costruire intorno al 1860 dal frate francescano, Alfonso Tarasi, detto "Tirillìlli", il quale, costretto a tornarsene in paese in conseguenza dell'abolizione degli ordini religiosi, ogni mattina, per recitare le sue orazioni, si rivolgeva dalla finestra di casa verso località Destre, sede di un crocevia e dove, secondo le usanze vi era ubicata una croce.
La chiesetta, da sempre meta di pellegrinaggi votivi, è sita in aperta campagna in mezzo agli ulivi ed è ben visibile sia dalla strada provinciale che da San Benedetto s'inerpica fino a San Pietro, che dal centro storico del paese e da Redipiano.
La statua della Madonna, opera dello scultore Perathoner da Ortisei è del 1966. Le effigi della Madonna delle Grazie e del Bambino, rappresentati in un quadro, sono state solennemente incoronate nel 1969 dall'Arcivescovo Picchinenna con due corone auree, forgiate con monili d'oro offerti dai fedeli, dall'orafo Spadafora di San Giovanni in Fiore.
Tali corone, purtroppo, oggi non esistono più poichè, agli inizi degli anni '90, furono oggetto di un furto sacrilego, in casa del priore del tempo, Giuliano Sicilia.
L'altare e la parete lignea di sfondo sono opera del maestro artigiano Aldo Rovense, il cancelletto in ottone è stato donato da Salvatore Urso, artigiano sampietrese emigrato a Cantù.
Nel piccolo piazzale antistante la modesta costruzione, sono ubicate le colonnine dei Misteri, opera del maestro Ilario Florio, nelle quali sono ormai visibili le azioni corrosive delle intemperie e necessitano, pertanto, di un urgente restauro.






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